Cinque cover shoegaze della sigla di Twin Peaks

Dale Cooper

C’è un vecchio amico che torna e che non riesce a parlare, ma gli basta guardarti un attimo per capire tutto: come stai, dove vivi, chi sei diventato venticinque anni dopo e che fine hanno fatto i tuoi sogni di gloria. C’è una vecchia amica che torna ma sa già che andrà via subito: ha solo il tempo di salutarti con un ceppo tra le braccia e una vita intera che si aggrappa disperatamente all’ultimo filo di voce che resta. C’è un vecchio amico che torna e sembra divertirsi un mondo a raccontare esistenze perdute in un modo talmente assurdo che forse nemmeno lui sa come ha fatto. C’è un vecchio amico che torna e ancora non sa che le persone attorno a lui sentiranno enormemente la sua mancanza. Ci sono tanti vecchi amici che tornano e non bastano queste poche righe per salutarli tutti, ma tutti loro sanno che non li dimenticheremo mai.

L’eredità di Twin Peaks

Twin Peaks
Fanno dei giri immensi

L’eredità di Twin Peaks va al di là sia dell’aspetto prettamente emotivo sia di quello esclusivamente televisivo. Perché la serie di David Lynch e Mark Frost (con protagonista Kyle MacLachlan nei panni del mitico agente Dale Cooper) ha portato avanti un’idea di estetica ben precisa che ha influenzato qualche milione di band dream pop nel mondo. La colonna sonora della serie, composta da Angelo Badalamenti, è talmente bella e perfetta che chiunque ha provato a rifarla. Qui mi soffermo su cinque cover shoegaze della sigla di Twin Peaks (inclusa Falling, la versione cantata da Julee Cruise) che meritano di essere ascoltate, come se fossero le colonne sonore di versioni alternative dello show, ognuna delle quali misteriosa, buffa e insondabile, proprio come la serie originale.

La Falling dei Field Mouse è perfetta per una serie Tv dedicata a “Big Ed” Hurley, alla sua vita di persona perbene e infelice, al suo sacrificio quotidiano che lo piega senza spezzarlo e alla sua infinita storia d’amore con Norma Jennings.

I lunghi riverberi dei Teleskopes si modellano perfettamente attorno alla figura di Audrey Horne, a quello sguardo così fiero e arrogante, a quella tristezza assurda, profonda e perenne che cammina sempre con lei, ma che nessuno riesce mai a vedere davvero. Perché nessuno realizza una serie su di lei? C’è già questa cover come potenziale sigla.

Kalax sembra creare un ponte tra Twin Peaks e Stranger Things e la cover di Falling è fatta apposta per una serie Tv incentrata sul passato “mancante” di Bobby Briggs, racchiuso tra la serie originale e gli eventi narrati nel 2017: il suo cammino difficile in mezzo a demoni e rimorsi e la sua definitiva maturazione di uomo.

Gli A Casa ricreano la sigla strumentale di Twin Peaks: sarebbe bello ascoltarla in una serie che racconti com’è la vita di Andy Brennan e di Lucy Moran, il loro amore così semplice, tenero e contorto al tempo stesso. Per avere di nuovo fiducia, almeno per un attimo, nella natura delle persone.

I Platonick Dive hanno creato un ibrido di elettronica e dream pop che potrebbe essere la colonna sonora per una serie incentrata sugli eventi che hanno portato il buon Harry Truman ad allontanarsi da Twin Peaks. Sei sempre nei nostri cuori, amico mio.

Audrey Twin Peaks
Un’ultima volta ancora

Bonus track

Qualche anno fa gli Stella Diana realizzarono un pezzo intitolato Dale Cooper, dedicato ovviamente al protagonista di Twin Peaks. Ecco, questa canzone sarebbe stata perfetta in coda a uno qualsiasi degli episodi della terza stagione: sono certo che il pubblico del Roadhouse avrebbe apprezzato.