Mercoledì shoegaze e dream pop. Come ripartire dopo l’addio dei Whitelands

Dalmatia

I Whitelands, che hanno pubblicato pochi mesi fa uno dei dischi più belli dell’anno, purtroppo si sciolgono. È una brutta notizia per chi, come noi, ama lo shoegaze e il dream pop. È meglio dunque cercare una consolazione vera affidandoci a due progetti molto diversi, ma dall’attitudine emozionale simile. Premi play.

Dalmatia, Polyurethane

Non so bene come tradurre in italiano l’espressione “marine-layer music”, che usano i californiani Dalmatia per definire il loro suono. Evoca una nebbia leggera ma persistente sulla costa, che trasforma il mare in uno scenario incognito e un po’ malinconico, quasi familiare per noi: qualcosa cioè che non ha un vero nome ma che ha una propria intrinseca vibrazione shoegaze. In Polyurethane la band gioca con densità rock che si riempiono e si svuotano: le distorsioni si accumulano fino a diventare compatte, poi si ritirano e lasciano spazio alla voce tenue della cantante Autumn Henriksen, che racconta di distanze tra cuore e mente e relazioni destinate a fallire. La vita vera e le sue spine, eppure con una promessa di riscatto che portiamo con noi alzando sempre di più il volume.

Hvor Er Skygge, Stjernekikkert

Dico sempre che i generi musicali non sono montagne, ma venti che cambiano di intensità e direzione, a volte mescolandosi fra di loro. La premessa è d’obbligo perché il progetto danese Hvor Er Skygge è un curioso ibrido, un po’ Mew e un po’ Tame Impala, attitudine shoegaze e pulizia indie pop. Stjernekikkert è una canzone che sembra frammentarsi e ricomporsi costantemente, come se fosse alla ricerca di una nuova dimensione nota dopo nota. Non c’è un’ortodossia da ricercare, ma solo – si fa per dire – un lasciare andare il suono e vedere l’effetto che fa. Un gran bell’effetto.