Dieci canzoni shoegaze da ascoltare quando si ritorna dalle ferie

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“Ma ci sei stato in ferie? Sei più bianco di quando ci siamo salutati”, dice ridendo il tipo, tutto dritto e insaccato nel suo completo da archistar globalizzato. Ha la pelle del vincente, grazie a quell’abbronzatura con cui sembra voler stracciare in mille pezzi la camicia bianca di lino. Gli vorrei dare un pugno per cambiargli quel sorrisetto da prima serata Mediaset, che è tipico di chi pensa di essere interessante pure quando si siede sulla tazza del cesso. Poi penso che sono contro la violenza – e soprattutto contro le reazioni di chi è molto più grosso di me – così gli do una risposta di circostanza e me ne vado, ché la giornata oggi è già problematica di suo senza che ci si mettano pure quelli che parlano con te solo per parlare di sé.

Se il ritorno dalle ferie è un momento traumatico, meglio consolarsi – o deprimersi – con dieci nuovi album shoegaze e dream pop. Premi play e fai finta di essere ancora sotto l’ombrellone a mostrare le chiappe chiare.

Nothing, Dance on the blacktop. Non mi sono ancora fatto un’idea precisa di questo nuovo album dei Nothing: troppo poco tempo per ascoltarlo bene e ai volumi adeguati. Di sicuro ha un paio di pezzi che già adesso mi sembrano bellissimi: Plastic migraine e, soprattutto, The carpenter’s son. Che atmosfera.

Many Voices Speak, Tank town. L’album esce venerdì 31 agosto, nel frattempo sono state pubblicate alcune anticipazioni che fanno pensare a un possibile capolavoro di dream pop minimale, melodico e sussurrato.

Sobrenadar, Del tiempo (Slowdive remix). Questo splendido brano, uscito lo scorso anno, viene remixato nientemeno che dagli Slowdive. E, se possibile, la traccia diventa ancora più bella e suggestiva. Peraltro, proprio pochi giorni fa è uscito il nuovo singolo di Sobrenadar, Noordzee: stupendo, va da sé.

Miserable, Gasoline. Il nuovo album, intitolato Loverboy/Dog days, sarà pubblicato soltanto alla fine di ottobre, ma nel frattempo c’è questo singolo perfetto, Gasoline: c’è tutto il meglio dell’indie rock, del grunge e dello shoegaze degli anni Novanta. Una canzone fuori dal giro della musica inutile di oggi, perfettamente addentro a ciò che ci piace di più.

Blue Haze, Nightdive. Post punk molto scuro e molto freddo, mai estremo anche se piuttosto spigoloso in certi riff che tagliano in due i brani. I Blue Haze escono con un ep di quattro brani pieni di riverbero ed esistenzialismo noir.

Lonely Me, Twisted sad machines. È un album di musica casalinga e timidissima, questo di Lonely Me. Tra sadcore, shoegaze e indiepop, una raccolta di pezzi forse imperfetti ma sicuramente molto emotivi ed emozionali.

Citrus Clouds, Golden sound. Si fanno risentire i Citrus Clouds, che avevo segnalato già lo scorso anno con l’ottimo You loved me first. Il nuovo singolo, Golden sound, conferma la bontà di un progetto che sa come scrivere belle canzoni dream pop.

Parrot Dream, Light goes. È appena uscito l’album di debutto dei Parrot Dream, Light goes, che conferma quanto di buono aveva fatto ascoltare negli anni scorsi questa band dream pop. Più che un disco, pare una raccolta di possibili e bellissimi singoli.

Pastel Dream, Too much too fast. Probabilmente il gruppo che più di ogni altro ha caratterizzato l’estate degli amanti del dream pop. Too much too fast è un album delizioso, ingenuo e genuino, che include una gemma come 38th st.

Corrections, Birdsong. Altro progetto ultracasalingo, Corrections torna con un nuovo album intitolato Birdsong: post punk ridotto ai minimi termini, a tratti disturbante, con qualche evidente richiamo ai Joy Division e con una buona maturità compositiva.