Mi rendo conto di essere molto ripetitivo sul tema, ma non posso farci nulla. Amo settembre, amo il cielo che ogni giorno anticipa il tramonto di qualche minuto, amo la città che si rianima dopo la stasi di agosto. E allora celebriamo il mese più bello dell’anno con una selezione di uscite discografiche davvero molto, molto interessanti. Premi play.
The First Eloi, Drawn into these headlights
Una canzone che si muove come se quiete e tempesta fossero una cosa sola: un caos calmo di chitarre toste, voci malinconiche e cuore in subbuglio. La band tedesca è tra le più interessanti in circolazione: il nuovo, ottimo singolo ha tutta la drammaturgia del grunge – il saliscendi delle chitarre, il passo costante e insistito, l’atmosfera plumbea benché non disperata – stemperata da una sensibilità shoegaze che contiene le asprezze e ammorbidisce i toni, ma non la sostanza. Al mix e al mastering il tocco di James Aparicio si sente eccome.
Nick Castro, How I am
A volte c’è bisogno di canzoni che siano dritte, essenziali, quadrate. Il musicista statunitense pubblica un singolo che è songwriting puro, prima ancora che arrangiamento: un indie rock/dream pop dai toni smussati, ma con alcune lievi derapate vocali che danno drammaticità ed efficacia all’interpretazione e, soprattutto, con un gioco di riverberi e armonie che è molto classico, ma anche decisamente efficace. La canticchi in un secondo e lo fai col sorriso sulle labbra.
Violet Oscillation, It has become clear to me that all those who seek
Un titolo lunghissimo alla Explosions In The Sky, un ep brevissimo di cinque canzoni che sono un omaggio appassionato e appassionante al beautiful noise dello shoegaze e alla sua estetica sfumata e rarefatta (la copertina è un evidente richiamo a Loveless). Dietro il progetto si cela il britannico Luca di Pedal Partners, noto canale su YouTube (gestito assieme alle gemelle Becca e Page, presenti in due brani come Abstract In Sound) che si occupa di pedalini e chitarre offset: è insomma uno che sa come si suona questa musica.
Vov Vov!, Hot jams need two gloves
Questa band è matta. Un ep, due canzoni: la prima dura dieci minuti, la seconda sette. E l’algoritmo? E TikTok? E Instagram con i tre secondi tra uno scroll e l’altro e la soglia d’attenzione bassissima? La formazione fiorentina pensa ai fatti propri e fa bene, benissimo. Mr. Burns è una jam session in cui c’è un po’ di tutto: il passo svelto che ricorda l’epica ossessiva motorik, la psichedelia assoluta in cui si ascolta come in immersione, l’effettistica generosa che parte per la tangente. E poi l’off topic vagamente funk – ma storto, liquido ed esagerato – di Desert land. Se premi play ti ritrovi nella quarta dimensione.
Funeral Plain, Decomposition
La lotta di classe è un tema che si adatta bene allo shoegaze, a una musica cioè che non ha compromessi e che suona quasi utopica. Il duo statunitense ne accenna su Bandcamp, nelle note di presentazione del disco Negation of negation (si intravede anche un piccolo simbolo della falce e martello), sia pure inserendo la suggestione in un contesto ben più ampio che riguarda anche la sfera privata ed emotiva. Ma il punto vero è che Decomposition, una delle tracce dell’album, è un brano enorme, di quelli che se li ascolti a volumi adeguati, cioè al massimo, ti inghiottono. È un’esperienza quasi immersiva, per le chitarre dense e compatte, le sequenze armoniche che sembrano unire M83 e Hum, fracasso e commozione. Hai capito insomma dove ci troviamo in questo momento. Hai capito perché l’unico difetto di questo brano è che non dura almeno mezz’ora.
Vanishing Muffins, Revolution ep
Mi piace molto come viene presentato il duo indonesiano Vanishing Muffins: «The stubborn belief that making something of your own still matters». È un ep delizioso di shoegaze grezzo e noise pop amatoriale, nel senso che tutto sembra nascere e rimbombare nel chiuso di una stanzetta col poco che serve davvero: qualche chitarra, qualche pedale, qualche amplificatore, qualche buona armonia. È come ascoltare dei Jesus And Mary Chain con un feeling più nostalgico: sono canzoni che trasformano i rimpianti di una – giovane – vita in una melodia incredibilmente orecchiabile. L’ep è anche disponibile in versione cassetta con in più una fanzine ideata e realizzata dalla stessa band, che racconta la storia del progetto e dà una panoramica della scena indie pop indonesiana.
