Lunedì shoegaze e dream pop. Che cosa resta dopo le vacanze

Dream Echoes

Non sono partita durante le ferie, sono rimasta in modalità Nowhere, ovvero nella mia terra, con l’idea di essere anche altrove. I giorni utili sono stati bruciati dal sole, brindisi inutili con la faccia sudata, le attese più lunghe delle soste, l’Etna che blocca tutti con il suo ciclo abbondante. Condannata a cercare la felicità quando non è del tutto reale e sentita, per quale stramaledetto motivo? Nel libro Lo straniero, Albert Camus ricorda ciò che sua mamma diceva spesso: non si è mai del tutto infelici. Forse non partirò presto per un luogo lontano, ma una cosa utile l’ho fatta durante queste ferie: ho avuto il tempo di rinnovare il passaporto.

Il mio desiderio di relax è appagato da qualche libro di Philip K. Dick per far finta che la realtà che vivo sia fantascienza, le poesie di Sohrab Sepehri per tutte le mille e una notte non vissute, un Dylan Dog preso a caso dalla mia libreria per rinunciare agli inviti, il mare ma al tramonto e fino al buio, un film di Éric Rohmer per vivere l’afa ma con l’aria condizionata in stanza, la pentola che bolle la passata di pomodoro come lava profumata utile a spingere la fine dell’estate e a conservare un inverno più autentico.

In realtà a me basterebbe un amico che stia meglio, poi bene e poi magari benissimo e per sempre. Solo così tutte le ferie della mia vita sarebbero indimenticabili e lussuose, come la gioia che fingo di provare. In questi giorni ho fatto tutto quello che mi serve per essere riposata e mi sono permessa anche di ascoltare tanta musica. Chiudete le finestre perché il caldo non è ancora finito e io ho dei dischi da consigliare. Il lavoro invece è ricominciato, ma questa volta ho in tasca il passaporto nuovo e l’idea di non tornare più. 

Rainsong, Remnants

Volete continuare a far finta di divertirvi perché è ancora estate? Nel frattempo dentro una stanza buia della vostra casa potrebbe suonare nell’aria il progetto londinese Rainsong che di solito compone così i suoi rumori proibiti agli inquilini. Con la musica possiamo decidere di viaggiare tra passato e presente, perché allora non optare per entrambe le scelte in un unico sound? Rainsong torna con una raccolta di canzoni registrate durante la lavorazione dell’ottimo album In tatters, uscito a maggio. L’artista propone di danzare con lo shoegaze ma anche di immaginare come sarebbe in inverno la spiaggia che hai di fronte adesso che hai il tuo sguardo riverberato dal sole. Sarebbe investita da grandi onde grigie sollevate dalla leva tremolo, spumeggianti distorsioni che stai già maledettamente desiderando. 

Vida Eterna, Vida Eterna

Cercate qualcosa di nuovo da ascoltare con l’arrivo della nuova stagione? Credo che i Vida Eterna dal Michigan siano adatti per tutte le stagioni che verrano e oltre. Hanno le possibilità per poter diventare eterni perché per me hanno un’idea ben precisa: fare ottimi lavori e arrivare ovunque, anche a quegli ascoltatori inconsapevoli che non sanno ancora che la musica che viaggia nelle loro orecchie, lo shoegaze, è così andante, piena, celestiale, brillantemente rumorosa, fantastica e devastante. Provate questo ep che stordisce con pattern di suoni luminosi distorti ma accessibili, un sogno americano di quattro pezzi tascabili come un passaporto per il paradiso

Dream Echoes, Memorial

Sapete cosa resta in noi dopo le vacanze? Credo l’eco di tutti i sogni realizzati, mentre per quelli semplicemente sognati tutto viene rimandato a data da destinarsi. Non è un pensiero deprimente, perché a volte i desideri bisogna lasciarli in attesa del giusto momento, senza mai forzare. La colonna sonora perfetta per rimandare i sogni l’hanno realizzata in Giappone i Dream Echoes con il loro primo ep Memorial. Amanti dei valentini muri sonori, delle distorsioni intrappolate nella densità urbana di Yokohama e liberate nella bella narrazione melodica di Shiki Nakago, questo gruppo pare abbia proprio sognato da sempre lo shoegaze e poi nel giusto momento finalmente realizzato.