L’ultimo lunedì shoegaze del 2020

Soft Blue Shimmer

Questo settimana, Shoegaze Blog ti propone un’ultima grande rassegna shoegaze – l’ultima di quest’anno, per intenderci – e vuole che suoni un po’ come l’ultima canzone di un concerto, la più sentita e vissuta perché si vorrebbe che non finisse mai. Premi play, chiudi gli occhi e muoviti al ritmo di questo mix vario e sorprendente.

Soft Blue Shimmer, Heaven inches away. Ricordatevi questo nome perché lo ritroverete presto sul blog (forse sarà uno degli album migliori di questo anno?). Ne avevamo già parlato più di un anno fa, per l’uscita dell’EP Nothing happens here e ora eccoli di nuovo, scoppiettanti in riverberi, riff leggeri ma incisivi e trame sonore più intricate.

Docks, Cardinale nord. Un collage di piccoli dettagli, atmosfere multiformi, melodie confortevoli e sfaccettate. Due pillole da sciogliere lentamente in bocca per un po’ di sollievo e comfort a lunga durata. Il duo di Tolosa offre un’esperienza fluttuante tra dream pop, slowcore e shoegaze: prendersi del tempo per loro è un must.

Six Impossible Things, Me. Un assaggio dell’EP che uscirà il 5 febbraio dell’anno che verrà, intitolato Sometimes you fall asleep in front of me. Il duo italiano propone immaginari espressivi, armonie che lasciano il tempo di respirare e vivere le emozioni con autenticità e senza paura. «Sometimes you fall asleep in front of me, it seems like you perpetually live in a beautiful dream». C’è molta poesia, c’è l’urgenza di non lasciare scivolare via i piccoli ricordi di un’amore vissuto con malinconia.

Sunlotus, Sunroof shelter. Un progetto indonesiano da non lasciarsi sfuggire. Sunroof shelter è il risultato di un esperimento fatto intrecciando soundscape inconsueti con le sonorità più inquadrabili del grunge anni Novanta, richiamando band come i Nirvana e gli Smashing Pumpkins.

Gold Mass, Safe. Trasparenza, profondità, terapia, intimità, maturità, trasformazione, fisicità, spazialità: la musica di Emanuela Ligarò è tutto questo e molto di più. Con questo nuovo singolo afferma ancora una volta l’unicità della propria arte e la potenza di essa come mezzo di espressione liberatoria, sia per lei che per chi è pronto a recepirla e capirla.

The Churchhill Garden, Reality. «Have you ever had a dream / That felt just like reality / And you didn’t want to wake up?» : una domanda retorica aperta a tutti, nessuno escluso. Qual è questo tuo sogno? Sicuramente ce n’è più di uno e i Churchhill Garden ti vogliono aiutare a farli riemergere tutti, al ritmo di chitarre gioiose e al contempo ruvide.

Northwest, Before the spell. Questo singolo è la colonna sonora perfetta per un film rétro, un po’ da cartone animato delle origini, con tutte le fantasie annesse. Ci sono gli arrangiamenti orchestrali, il clarinetto, la voce fatata e profonda di Mariuca García-Lomas e l’ipnosi data dai silenzi che seguono.

Waves of Dread, Stars (beach cut). Il nuovo singolo della band con base a Heaton, in Inghilterra, è di sicuro uno di quei brani che vanno lasciati decantare per raggiungerne l’essenza e il cuore. Strati e strati di riverberi e fuzz celano una purezza di suoni non banale.

Seasurfer, SOS. Uscirà l’11 dicembre Zombies, il terzo disco del progetto di Dirk Knight. Questo singolo promette fuzz e riverberi shoegaze a non finire, sorretti dai suoni sintetici, abissali e freddi della cold wave. Bassi potenti si susseguono tra reminiscenze anni Ottanta e noise pop, figurando uno spazio psichico tormentato angosce e ansie.