È un lunedì realmente dream pop, nel senso che le canzoni di questa settimana hanno una forte componente onirica, sia pure variamente declinata. Sono brani che colpiscono al primo accordo: fammi sapere se anche tu sei dei nostri, insomma.
Wavepool, Tiny cowboy
«Life is hard so please be nice», cantano i francesi Wavepool e si crea subito la giusta connessione emotiva. Tiny cowboy è un brano tenero e dolente, però con un arrangiamento pieno ed elaborato. Il suono è quello giusto, «for reflective moments or late-afternoon nostalgia», dicono loro, e hanno ragione. È una canzone lineare e dal respiro ampio, con un’evoluzione armonica dall’andamento non scontato: chitarre sospese ma al tempo stesso ben presenti, linee di basso morbide e una voce che sembra risuonare dentro un ricordo. Come quando guardi fuori dal finestrino e non sai se vorresti andare via o se, invece, vorresti nasconderti dal mondo intero.
Pale Lace, Blind me
Blind me, nuovo singolo della tedesca Pale Lace, è una corrente lenta di sogno liquido. L’atmosfera è onirica, rarefatta, quasi immobile, come dei Cocteau Twins ridotti ai minimi termini, con una batteria che sembra distante (come in un’altra stanza), una voce intima ed efficace e una chitarra da accarezzare nella notte. Un brano davvero raffinato. Nel testo si parla di resa, ma (come spiega la stessa cantautrice) non nel senso di affidarsi a qualcuno: è piuttosto un modo per scappare, un bisogno profondo di sparire dentro un’altra persona per non dover fare i conti con se stessi.
Emilya Ndme, Am I
Questo nuovo brano della cantautrice Lauretta Grechi Galeno, alias Emilya Ndme, fa parte dell’ep Piss off the neighbour. Si apre con un arpeggio ipnotico, quasi post rock, che cresce lentamente fino a sfociare in un intreccio sospeso tra dream pop e indietronica. Il ritmo diventa ballabile, ma non perde mai quella malinconia di fondo che sembra filtrare ogni suono come luce attraverso le tende. Un brano che non esplode mai del tutto, ma pulsa con una tensione gentile, persistente.
