Nove brani shoegaze che non sono in 4/4

The Stargazer Lilies Gli Stargazer Lilies vi fanno andare fuori di testa con il loro 5/4

Nulla contro il quattro quarti. È regolare, rassicurante, pulito. Entri subito nel ritmo, riesci a ballarlo immediatamente, nel peggiore dei casi batti il piede per terra o agiti la gamba accavallata e comunque non fai una figura da fesso. Il 4/4 è inclusivo e non esclusivo: non fa distinzioni, non induce all’errore, non ti mette sotto pressione. Lo shoegaze da questo punto di vista non brilla per audacia. In generale, lo standard – come per quasi tutti gli altri generi musicali, peraltro – resta proprio il 4/4, anche se spesso poi si vira per il 3/4, perfetto per quelle ballate eleganti e un po’ altezzose che sono parte integrante dell’immaginario dream pop. Ma davvero è tutto qui? Dove sono le altre variazioni? In realtà ci sono esempi validissimi di pezzi shoegaze che scelgono la strada più impervia per garantire un ascolto per certi versi più affascinante e sicuramente più inusuale. Quegli arrangiamenti irregolari – quegli inciampi che spezzano l’ascolto, quelle chiusure anticipate che danno vertigini e tolgono sicurezza – non fanno altro che garantire una maggiore dinamica ai brani, che diventano più misteriosi, stimolanti e forse pure più belli. Come nel caso di queste nove canzoni shoegaze: ascoltale e prova a tenere il tempo. D’altronde un 4/4 è per sempre, ma un 7/4 è più divertente.

The Stargazer Lilies, When with you. Un brano indolente e psichedelico come un risveglio annebbiato dall’hangover.

 

Rev Rev Rev, Buzzing flowers ecstasy. Lo sgambetto ritmico è perfetto per farti precipitare nel suono denso e acido della band.

 

Amusement Parks on Fire, Blackout. Il giorno del tuo trionfo vorrai sentire questo pezzo. E anche ad alto volume.

 

Cranes, Pale blue sky. Fermati qui, prendi appunti dai maestri e poi ne riparliamo.

 

Pinkshinyultrablast, I catch you napping. Non capisco nulla di questo ritmo, però quanto bello è?

 

Pale Saints, Throwing back the apple. Anche in questo caso, vedi alla voce “maestri”.

 

The Boo Radleys, I feel nothing. Si può essere raffinati e disturbanti allo stesso tempo? Si può.

 

Lorelei, Quiet staid debt. Quel cambio a metà brano è un piccolo capolavoro di stile.

 

Lapse, Padded cell. Probabilmente non li conosci. Prova a dare loro un’opportunità.