Dalla Russia, lo shoegaze al suo massimo splendore.
Prendimi la mano e fatti trasportare altrove, avanti e indietro nel tempo.
Sono forse le canzoni giuste per capire bene le conseguenze – bellissime, terribili – di un batticuore.
Nella capitale tedesca c’è un negozio insolito, misterioso e bellissimo, dove scoprire il meglio dell’elettronica mondiale e anche qualche chicca new wave anni Ottanta.
Sei band che vanno prese molto sul serio: lo dice Shoegaze Blog, puoi fidarti.
E ha reso migliori pure noi. Anche se magari non l’avevamo capito subito.
Questi brani parlano tutti della stessa cosa: del volersi aprire al caso, accettare ogni sfida e porsi degli obbiettivi.
Io e il me stesso di vent’anni fa ci ritroviamo in un testacoda che coinvolge decenni, secoli e millenni diversi. Il punto d’incontro è la band di Mike Kinsella.
Una carrellata di band nel segno del dream pop. E se ti parte un sospirone è tutto ok.
Il nuovo disco, “Plastergaze”, è forse il migliore della loro carriera. Bentornati allo shoegaze, Cosmetic. L’intervista con Bart.
Qualcosa di forte, potente, caotico e assordante.
No, Paolo Fox non c’entra nulla.
