Avremmo preferito dirti che ShoeGaza non si farà più, perché non c’è più bisogno di iniziative a sostegno della popolazione a Gaza. Invece ShoeGaza torna con la sua terza edizione il 23 ottobre all’Arci Bellezza di Milano. E no, non è una buona notizia. Quando il mondo matto diventa il mondo esatto, salta tutto: e infatti in un contesto globale sempre più folle Gaza è stata dimenticata ancora, nonostante le oltre 1200 uccisioni dall’inizio della cosiddetta tregua e le oltre 73mila vittime in tre anni di genocidio.
Non bisogna farsi intimidire da una propaganda disumana che spinge alla normalizzazione degli omicidi di massa e alla colpevolizzazione di chi sta dalla parte delle vittime. Anche perché è una tecnica logora: negli anni Zero chi criticava le bombe americane post 11 settembre veniva accusato di essere a favore di Al Qaeda, dei talebani, forse pure di Joffrey Baratheon. E poi si è capito – troppo tardi – che avevamo ragione noi e avevano torto loro.
È normale sentirsi impotenti di fronte a un disastro più grande di noi. Ma ogni azione, anche la più piccola, è importante. La scena shoegaze italiana non ha paura di stare dalla parte giusta e, soprattutto, non dimentica Gaza. Perché lo shoegaze non è solo il punk della gente introversa, è anche il suono delle persone consapevoli.
Grazie dunque alle band che parteciperanno a questa terza edizione di ShoeGaza: Klimt 1918, Yumeia & Tre Flip, Leaving Venice e In Her Eye. Grazie all’ideatrice Valentina Zona e a Davide de Polo: lavorare insieme a voi a questa iniziativa è sempre emozionante. Grazie alle ragazze e ai ragazzi di Arci Bellezza (punto di riferimento imprescindibile per Milano) per aver reso possibile ShoeGaza. Grazie a Resli Tale, che dopo aver creato la locandina della prima edizione torna con una nuova, meravigliosa illustrazione: «Sotto le vesti della donna compaiono piedi, scarpe e piedi nudi di familiari, amici, persone presenti e persone che non ci sono più. Un’immagine che parla di memoria e fuga, ma conserva ancora la speranza di trovare una strada, una direzione possibile e più sicura», dice l’artista. Mettiamoci in cammino, allora.
Puoi comprare i biglietti su Dice (noi li abbiamo già acquistati: la prevendita è consigliatissima): come sempre, al netto delle spese vive, l’incasso andrà a Medici Senza Frontiere, da anni attiva a Gaza.
In ricordo di Hind Rajab. E di tutte le vittime.
