Chitarre distorte, fuoco, psichedelia, anni Novanta e orgoglio lo-fi: il menu di questa settimana è pronto.
Italia
Alberto, Nathalie, Simone, un trio sinergico e magnetico, ingranaggi di una macchina funzionante, futurista, rivoluzionaria.
E dietro ai sovrani, c’è tanta altra ottima musica da scoprire.
L’Italia ha bisogno della musica di questo artista.
Inutile illudersi: è scienza emozionale, priva di logica eppure così concreta.
Prendimi la mano e fatti trasportare altrove, avanti e indietro nel tempo.
Sono forse le canzoni giuste per capire bene le conseguenze – bellissime, terribili – di un batticuore.
Questi brani parlano tutti della stessa cosa: del volersi aprire al caso, accettare ogni sfida e porsi degli obbiettivi.
Una carrellata di band nel segno del dream pop. E se ti parte un sospirone è tutto ok.
Il nuovo disco, “Plastergaze”, è forse il migliore della loro carriera. Bentornati allo shoegaze, Cosmetic. L’intervista con Bart.
Qualcosa di forte, potente, caotico e assordante.
La band pesa ogni nota, ogni respiro, ogni parola non detta o sussurrata.
