Inutile raccontarla diversamente. Agosto non è il mese più freddo dell’anno, ma quello meno shoegaze, sappiamo benissimo perché. Dunque ecco un paio di suggerimenti per ravvivare la nostra colonna sonora estiva, in attesa dell’arrivo di settembre, il vero capodanno che ci porterà dritti verso la poesia dell’autunno. Non manca poi tanto, dai.
A Day In Venice, In the now
Ancora un singolo per A Day In Venice, ancora un ottimo brano di indie rock innervato da emotività shoegaze, abbastanza in linea col precedente Running. La vocalità elegante ed empatica di Froop mette in scena un nichilismo esistenziale che piacerebbe molto a Robert Smith: «I have nothing to gain. I have nothing to sell. I have no more wants. I have nothing». Eppure è in quel niente che, spesso, si trova uno scopo diverso: In the now sembra dirci che la vita può trasformarsi in un vicolo cieco, ma mi piace pensare che nulla, in fondo, ci impedisce di tornare indietro e provare a cercare una strada diversa. Un futuro migliore.
Madrone, Eponymous debut masterpiece
Il suono ricorda un po’ il rumorismo scassato dei Duster e l’indie rock a bassa fedeltà degli Stove, in cui frequenze sporche e melodie nascoste creano un bilanciamento bizzarro: tutto sembra completamente fuori posto, tutto si rivela assolutamente azzeccato. I Madrone vengono dalla California (Maya Ofek, però, ha vissuto in Italia, a Trento, tra l’infanzia e la prima adolescenza) e si presentano con un bel disco dal titolo ironicamente megalomane, abbastanza cazzone (si restringe in EDM, ma Martin Garrix non c’entra nulla), sicuramente perfetto: fai partire Lucifer, canticchia sottovoce una strofa cupa ma non triste, guarda le auto scorrere davanti a te come frammenti di storie dalla trama incerta e inizia a immaginare, chissà perché, che qualcuno prima o poi ti chiami proprio così. Lucifero.
