Ascoltate queste due belle canzoni prima che l’estate finisca. E magari anche dopo.
La band brasiliana sfoggia un gioiellino inaspettato, di quelli che noti quasi per caso e non molli più.
Cinquantuno band da tutto il mondo si riuniscono per onorare la memoria di un grande attivista shoegaze.
Le tendenze passano, la band scozzese resta. Vent’anni dopo, Satana non fa più paura.
C’è un prima e un dopo, quando si parla di un concerto della band di “Souvlaki”. Ecco perché.
Riverberi infiniti per un grande classico moderno. L’ultimo saluto a vecchi amici che non rivedremo più.
Jefre Cantu-Ledesma che reinterpreta “Sky could undress” dei Balmorhea? Se è un sogno, non svegliatemi.
“Horse of the other world” dei See Through Dresses è uno di quei dischi che brillano subito, sin dalla prima traccia.
Mi dice che vuole mollare tutto e che non ha senso continuare. Ma sciogliere un gruppo shoegaze non è mai un’opzione.
“After hours, Velvets in another view” è un’ottima compilation tributo ai Velvet Undergroud a cura di The blog that celebrates itself.
Pausa a tempo indeterminato per gli Stove, una delle migliori band indie rock in circolazione. Che peccato.
Cinque grandi classici reinterpretati in un modo che nemmeno vi immaginate. Ascoltate per credere.
