Neil Halstead degli Slowdive firma la colonna sonora di un corto sammarinese, “Julián”

Quella messa in scena da Julián, cortometraggio scritto e diretto dal sammarinese Umberto Baldacci e prodotto dal regista assieme a Lorenzo Moraccini, è una triangolazione emozionale non scontata: San Marino, Argentina e Regno Unito. Una traiettoria narrativa laterale, immersiva, malinconica: inevitabilmente shoegaze. E infatti la colonna sonora originale è di Neil Halstead, voce e chitarra degli Slowdive. Esatto, proprio lui.

Umberto, intanto parlaci di te.

«Ho 28 anni, mi muovo nel mondo dell’audiovisivo. Dopo l’Accademia di Belle Arti sono andato a Edimburgo a studiare regia cinematografica. Attualmente sono collaboratore scientifico all’Università di San Marino, sempre nell’ambito dell’audiovisivo. Julián è un corto realizzato col patrocinio della Segreteria di Stato alla cultura di San Marino. Suono anche la chitarra in una band alternative rock, Unbosco».

Qual è la trama di Julián?

«Prende spunto da un racconto che ha scritto mio padre a proposito delle stagioni culturali a San Marino, soggiorni di due settimane per stranieri con radici sammarinesi, per consentire loro di scoprire il proprio retaggio culturale. La trama parla di un ragazzo di circa vent’anni che arriva dall’Argentina, un paese che ha forti legami con San Marino, per indagare sul suo passato e su una storia di famiglia».

Il regista Umberto Baldacci e la direttrice della fotografia Eva Castellucci

Come è finito Neil Halstead in questo progetto?

«Lo shoegaze è qualcosa che ha sempre gravitato attorno alla sceneggiatura, il protagonista è un ragazzo che ascolta alternative rock, shoegaze, dream pop. Per me era importante evidenziare questo aspetto».

Perché?

«Perché mi sono ispirato ai miei ascolti. Venero la triade formata da Jesus and Mary Chain, Slowdive, My Bloody Valentine: la band di Halstead l’ho ascoltata praticamente ogni notte quando andavo all’università. Era inevitabile che tutto ciò si rispecchiasse nella scrittura di Julián: l’animo da shoegazer, questo guardare in basso in maniera introversa, era qualcosa che secondo me si adattava bene al personaggio».

E Halstead?

«Ero andato a Bologna per vedere un loro concerto, credo fosse il 2024. Mi ero anche portato un pedale Little Big Muff da farmi autografare. Terminato il live, li ho aspettati per chiacchierare con loro. Ho avuto l’opportunità di scambiare due parole con Neil e mi si è accesa una lampadina: gli ho parlato del progetto, che era ancora sulla carta, e lui è stato molto disponibile, tanto che mi ha detto di sentirci con calma su Instagram».

Ci siamo visti su una spiaggia in Romagna per una birra

E così è stato?

«Mi ha spiegato che l’uso delle canzoni degli Slowdive poteva essere complicato per via dei diritti, ma gli interessava l’idea di comporre una colonna sonora appositamente per Julián. Così ci siamo visti a luglio del 2024 in occasione di un altro suo concerto: eravamo in spiaggia a Gatteo a Mare, in Romagna, per una birra a mezzogiorno. Abbiamo discusso della trama, del perché fosse importante quel tipo di musica: lui si è appassionato e in seguito abbiamo lavorato al corto da remoto».

Come avveniva la lavorazione della musica?

«Mi ha chiesto una versione di Julián con musiche temporanee, per capire quale atmosfera stessi cercando. In una scena c’era in sottofondo Here she comes: siccome gli era piaciuto l’abbinamento, Neil ha contribuito a sbloccare gli aspetti burocratici per poterla tenere. Il resto delle musiche sono sue composizioni originali: è una delle sue prime esperienze».

Gli hai fornito delle indicazioni?

«Gli ho solo parlato del mood che desideravo ricreare, ma non gli ho mai detto che cosa fare. Ovviamente mi fidavo al 200%. È stato bello lavorare con lui, è un tipo molto tranquillo».

L’attore protagonista chi è?

«Si chiama Laureano Sposato, non è un vero e proprio attore. Un suo conoscente aveva fatto un provino per noi e ci ha segnalato questo ragazzo argentino che non parlava una parola di italiano. Noi stavamo cercando proprio uno come lui».

Dove è possibile vedere Julián?

«Al momento è nel giro dei festival di settore, finora abbiamo fatto due proiezioni. È un percorso che dura un anno: abbiamo iniziato alla fine dell’estate scorsa, dunque c’è ancora tempo prima che si passi al livello successivo, quello della distribuzione aperta al pubblico».