ShoeGaza siamo noi

Una baraonda di gioventù, amore e sorrisi ha reso ieri 20 dicembre 2025 l’Arci Bellezza di Milano un luogo speciale. E ha anche dimostrato che tante, tantissime persone non vogliono darla vinta alla rassegnazione: ShoeGaza non è solo un festival shoegaze in supporto alla popolazione di Gaza (i proventi, al netto delle spese vive, andranno a Medici Senza Frontiere), è soprattutto il segnale di una comunità che diventa un corpo unico e una voce sola contro l’orrore e l’indifferenza.

Grazie a Valentina Zona, che ha ideato ShoeGaza e che anche ieri ha tirato fuori delle proposte talmente folli che magari diventeranno realtà. Grazie a Davide de Polo di In A State Of Flux, padrino e motore della scena. Grazie alle ragazze e ai ragazzi di Arci Bellezza: se questo posto è prezioso per la città è merito del grandissimo lavoro svolto tutto l’anno. Grazie ad Alessandro Baronciani per la stupenda locandina. Grazie ad Agnese Leda, cuore e sostanza di Shoegaze Blog, che ieri è venuta a Milano direttamente da Catania. Grazie a chi ha portato la sua preziosa testimonianza.

Grazie ai Six Impossible Things. Un suono densissimo, un concerto pazzesco per intensità e passione. Il finale di Eight and a half è un uragano che capovolge il palco. Verrebbe voglia di stare con loro, in mezzo a questo fracasso.

Grazie ai Glazyhaze. È questione di attimi: dalla quiete alla tempesta nel giro di un solo accordo e chi si è visto si è visto. Dal vivo spaccano come su disco. E Sonic è il disco più bello del 2025 per Shoegaze Blog: giusto per capire il parametro.

Grazie agli Stella Diana. Sono in tre, sembrano in trenta. Shoegaze quando ancora lo shoegaze era una nicchia per outsider. Tirano fuori sonorità espanse in cui luci e tenebre si alternano e si completano.

Grazie ai Satantango. La sorpresa dell’anno (e la certezza degli anni a venire). Canzoni che già prendono vita sulle labbra della gente che affolla il Bellezza. Lo shoegaze come grammatica emotiva della contemporaneità.

Grazie soprattutto a chi ieri ha contribuito alla magia, riempiendo la sala e dimostrando che questa comunità esiste, resiste e sa farsi sentire.