Ieri era Pasquetta, oggi è l’ennesima giornata in cui qualcuno dotato di armi nucleari minaccia crimini di guerra e crisi economiche mondiali. Non è ancora chiaro il perimetro esatto dell’incubo in cui siamo precipitati a causa di due presidenti di estrema destra con la passione per i bombardamenti, ma sappiamo già che il conto è salatissimo. È sempre più difficile parlare di musica.
Deary, Birding
Se le parole sono importanti, quelle dei Deary sono definitive: quando in Smile si sentono questi versi – «One wears a badge, one wears a title, I wear a skirt and fear with a smile» – non c’è altro da aggiungere. Quella gonna e quella paura da indossare con un sorriso appartengono a me, a te, a noi, che ci nascondiamo nei riverberi lunghi e nelle tristezze infinite di canzoni dream pop belle e malinconiche. Ma in realtà non ci stiamo davvero nascondendo: ci stiamo semmai ritrovando. Se il mondo lì fuori è un disastro, dammi un po’ di buona musica per immaginare un futuro diverso. E magari provare a metterlo in pratica.
The Blue Herons, Demon slayer
E a proposito di parole importanti, non si possono non sottoscrivere quelle cantate dal duo svizzero-statunitense The Blue Herons: «You gotta slay those demons before they deprive you of hope». Il jangle-dream pop di questo brano che dà il titolo al disco è frenetico, una corsa a perdifiato tra chitarre squillanti e vocalità ampie, una rivendicazione di vita e vitalità che va accolta e amplificata. Come se queste canzoni non finissero mai per davvero, continuando a risuonare da qualche parte, dentro di te o in prossimità di chi vuoi bene.
