Davvero abbiamo voglia di parlare di musica mentre lì fuori è il caos? Forse sì. Assolutamente sì.
Nothing, A short history of decay
Che cosa stai cercando di dirmi, Nicky? Mi racconti con una voce bidimensionale – un sospiro o poco più – che la giovinezza è un incidente. Che il mondo è cannibale e si nutre dei nostri errori preferiti. Che quando superi i quarant’anni la vita passa all’incasso e se non hai niente in mano la faccenda si fa dura. Canti con un tremito che non è emozione ma condizione: il tremore essenziale che negli anni è diventato sempre più evidente e che hai incanalato in una delle tue canzoni più personali. Il suono stavolta oscilla tra fragore totale e confessione in acustico: un po’ MBV, un po’ Pedro The Lion. Un album intenso e quasi cantautorale, realizzato con una formazione shoegaze fuori scala (ci sono anche membri dei Cloakroom e la collaborazione con Nick Bassett dei Whirr). «Life can be funny when it shows its face», dici a un certo punto. Ma nessuno ride. Non tu, non noi.
Cigarettes For Breakfast, Daylight savings
Potrei fare copia e incolla di quanto ho scritto un paio di mesi fa a proposito di Melting: «Gli statunitensi Cigarettes For Breakfast stanno vivendo uno di quei periodi in cui ogni canzone è un centro pieno». Anche Daylight savings è azzeccata dall’inizio alla fine: le chitarre ondeggiano e travolgono, la sezione ritmica spinge con il necessario nervosismo, la voce si insinua delicatamente in mezzo a queste mareggiate di rock alternativo. Messa così, l’album Colour wheel (loro lo chiamano ep, ma con sette tracce in scaletta siamo forse oltre la definizione) in uscita il 24 marzo si preannuncia come un passaggio irrinunciabile per chi ama una certa idea di shoegaze, ovvero melodico, denso e carico di quella giusta inquietudine con cui troppo spesso chiunque ha a che fare: «I don’t know, but everyone around me seems to glow».
bill., Wimmer
Se hai ascoltato/salvato/condiviso la nuova playlist Shoegaze 2026 su Spotify, Apple Music e Tidal, avrai notato questa band dal nome meno googlabile di sempre. Gli statunitensi bill. sono una di quelle band che capisci immediatamente che hanno un passo diverso. È un suono gaze frenetico, arzigogolato e fuori asse, con strappi indie rock, impeto noise e synth ad alleggerire la pressione sonora. Wimmer, registrato tra il 2022 e il 2025, avanza e collassa, toglie il fiato e scombina i piani. Meglio di così era difficile.
