Anno nuovo, playlist nuova. Ecco Shoegaze 2026, una nuova selezione con le migliori canzoni shoegaze e dream pop del 2026 (finora, ovviamente), disponibile su Spotify, Apple Music e Tidal. Si parte benissimo con The First Eloi (copertina), Mint Tea & Biatlón, Nothing, Inframell0w, Violet And Sparingly, Deary, Cigarettes For Breakfast, Neon Wire, The Giraffe Told Me In My Dream, Dogflesh, Lucid Express, Noday, Kodaclips, Callière, Sleep Keeper, Softcult, Draag, As Above, King Hit, Sunstinger, Rocket Rules, Whitelands. Come sempre, non è una classifica.
The First Eloi, Porcelain. Amplificatori valvolari belli caldi; in sala prove ci staremmo delle ore; shoegaze cantabile.
Mint Tea & Biatlón, Summer is a dream. L’estate è bella solo quando è inverno; riverberoni e arpeggioni; dream pop il nostro folk.
Nothing, Toothless coal. Ho perso il conto di quanti pedalini della distorsione ci sono; chitarre come muri scrostati; volume 10 e via.
Inframell0w, Alive. Dream pop tendente al post punk; mezzanotte e dintorni; luci al neon.
Violet And Sparingly, September haze. Sneakers e tappi per le orecchie; pickup delle chitarre spinti al massimo; settembre mese shoegaze per eccellenza.
Deary, Seabird. Cocteau Twins a un tiro di schioppo; sale sulla pelle e cielo pallido; piano sequenza al ralenti.
Cigarettes For Breakfast, Melting. Il suono delle chitarre oscilla come se respirasse; potenziometri spostati a destra; vetro che si appanna dall’interno.
Neon Wire, Black morning. Una città che si sveglia male; nuvole del colore del piombo; l’alternanza grunge di pianissimo e fortissimo.
The Giraffe Told Me In My Dream, 散步. Come cantare sott’acqua; una passeggiata in un mondo laterale e a gravità zero; il mistero su ciò che la giraffa ha detto.
Dogflesh, Black spell. Punk per gente introversa; grande baraonda in cuffia; occhio che ti metti a pogare in metro.
Lucid Express, Faux sweetness. Loveless ha ancora la linea telefonica attiva; una vocalità lieve e ben calibrata; chitarre a volte dense e a volte trasparenti.
Noday, 30 gradi. Il tocco è pesante; la melodia resta poco più di un soffio; cinque martini a colazione = colazione dei campioni.
Kodaclips, 27. Chitarre gigantesche; la giusta epica malinconica; qualcuno ha detto riverbero?
Callière, Solar. Voci sommerse e dunque perfette; shoegaze tarato nel modo giusto; guidare in autostrada.
Sleep Keeper, Falter. Lo shoegaze che si ricorda di avere un cugino a Seattle; adolescenza infinita; reverse reverb.
Softcult, Queen of nothing. Melodia pop ma con i denti serrati; non farti buttare giù da questo mondo terribile; e allora fatti sentire.
Draag, Nsps. Pickup humbucker per cominciare; voce che si appoggia sulle chitarre; un ballo shoegaze come piace a noi.
As Above, Upside down. Il grunge è il nuovo shoegaze; chitarre ampie tipo maglioni troppo laghi ma estremamente fighi; radio college 1993 ore 23:43.
King Hit, Sap. Hum; aria e poi peso specifico; ci sono almeno tre generazioni dentro queste strofe.
Sunstinger, Nvr Nvr. Chitarre che sembrano provenire da un’altra dimensione; voci perse nella nebbia; una camera buia.
Rocket Rules, Chapel St. Camminare di notte pensando troppo; shoegaze perfetto per quando non hai sonno; c’è ancora tempo per affrontare il domani.
Whitelands, Blankspace. Specchi dritti e ritratti inclinati; vederti sempre e non vederti mai; shoegaze al suo massimo.
