Mercoledì shoegaze (e generi collaterali). Il colore rosso

Pinhdar

Questa settimana ci sono due gruppi totalmente diversi, ma dotati comunque di una sensibilità comune. Che è poi il bello della musica che si ascolta da queste parti: assume tante forme diverse, ma riesci a riconoscerti in ognuna di esse. Premi play e buon ascolto.

Pinhdar, Red

Il rosso evocato dal singolo del duo milanese è scuro, denso, quasi coagulato. Eccoli: i Pinhdar si muovono in una contemporaneità in cui la distopia è la nuova agenda del mondo e alzano la tensione con questo brano che li riporta sulla scena discografica con un umore cupo e un nervosismo a fior di pelle. Red è una produzione wave compatta e velenosa: una tensione lenta che non procede a strappi, ma si accumula minuto dopo minuto. Come fanno certe tracce dei Depeche Mode, quelle in cui la verità è un pozzo che ti inghiotte.

Swirl, Ease my breath

C’è un senso di classicità riconosciuta in questa canzone degli italiani Swirl, tratta da Melt the sun. Il suono procede come se rotolasse senza fermarsi mai: le chitarre si avvitano nel riverbero e nelle distorsioni, le voci vanno e vengono, il tutto in un equilibrio armonico di malinconia condivisa: è la loro, ma è anche la tua. È una musica che respira in maniera ampia, a partire dai fraseggi di un basso che si concede libertà e inventiva, e al tempo stesso serra i ranghi con un ritmo costante e squadrato, che batte in modo chiaro e accompagna, anziché sovrastare.