A causa di un guasto che da giorni l’amministrazione di condominio fatica a spiegare, i miei caloriferi sono diventati frigoriferi. Anzi, sembrano emanare un’aria glaciale con la nonchalance di chi gode nel non fare il proprio dovere: una sensazione di magnifico sadismo, a pensarci bene. Mi ritrovo quindi a tentare strategie di sopravvivenza da orsacchiotto in letargo: uno, due, tre maglioni natalizi disturbanti, un paio di pantaloni della tuta color grigio smog – la nuance ufficiale di Milano – e calze così spesse che potrebbero essere utilizzate come copertoni invernali. L’effetto complessivo? Un incrocio tra un Tutankhamon di serie b e un pupazzo di neve in crisi esistenziale. Ma va bene così: in questo stato di ibernazione controllata è più facile premere play.
Mona Et Toi, I feel my love
Lei francese, lui britannico-iraniano, i Mona Et Toi si presentano con un singolo brillante, superiore. sensuale. I feel my love è il punto d’incontro di prospettive diverse: loro ci sentono David Bowie, io ci ritrovo qualcosina dei Cocteau Twins, o forse una sorta di chill wave analogica e squadrata. Siamo comunque d’accordo che il duo ne esce molto bene. Il 17 gennagio 2025 uscirà l’ep di debutto I see my heroes e già adesso le premesse sembrano ottime.
Misha Chylkova, Dancing the same dance
La cantautrice ceca, ma londinese di fatto e soprattutto milanese di adozione, imbastisce una specie di sonorizzazione noir in cui gli arrangiamenti sono come devono essere: dreamy, eleganti, oscuri. C’è dunque un che di cinematografico in questo album di folk e psichedelia rigorosa, con qualche vago e raffinato riferimento dream pop. Sono i dettagli a fare la differenza e la musica di Misha Chylkova è un piano sequenza millimetrico, come quelli di Bill Viola, che scavano lentamente – e forse spietatamente – negli sguardi persi dei personaggi, alla ricerca delle emozioni più nascoste e, dunque, più vere.
