Lunedì shoegaze. Dipartimento canzoni smarrite

Weird.

Il cambiamento climatico ha cambiato anche le abitudini delle zanzare. Le serate sono ormai troppo fresche per loro, così hanno imparato ad adattarsi alla circostanza e a sfruttare questi pomeriggi che comprimono il caldo di giugno nelle poche ore di sole di ottobre. Si comincia già alle 14.30: ronzano sulle orecchie come se mi stessero ringhiando. Devo ricordarmi di ringraziare il mio gatto Mogwai per aver sabotato – con una testardaggine che sfiora il professionismo: ammirevole, in un certo senso – ogni zanzariera della casa. Il repellente che mi spruzzo pare acqua fresca: le zanzare ne sono più inebriate che orripilate. Che mi resta da fare, se non premere play e sognare l’autunno che non arriva con un terzetto dream pop, shoegaze e collaterali ben selezionato?

Weird., Lost / Never found

L’ep perduto di Weird., primo alias di Marco Barzetti (in seguito True Sleeper, che quest’anno è tornato con il pregevole Loving you in parallel dimensions), è un disco fragile, intimo, perfetto nella sua imperfezione, che vede anche Massimiliano Pecci, all’epoca batterista del progetto, nella scrittura di due pezzi (di cui uno cantato da lui). È un album troppo bello per essere vero: e infatti non è mai stato pubblicato da questo cantautore dream pop tanto talentuoso quanto incomprensibile nelle sue scelte. Perché aver tenuto questi brani nascosti per dieci anni è una delle mosse più assurde che mi sia mai capitato di osservare. Marco, maledetto, tu non ci vuoi bene. Noi però sì. Benvenuti su Shoegaze Blog, dipartimento canzoni meravigliose smarrite.

Kuni, My best

Kuni ci racconta a modo suo che cosa vuol dire cercare di riempire vuoti che, però, resteranno un abisso profondo, scuro, spaventoso. «Quindi rimane solo la disperazione? Non direi. Dopotutto, cerco ancora e sempre di fare del mio meglio», dice la cantautrice romana. Io concordo e, come cantano i Radiohead, the best you can is good enough. E allora vai avanti così Kuni, il tuo best è già ora un indie pop talmente ok che potresti diventare la Hatchie italiana.

We Melt Chocolate, Holy ramen (feat. The Sensitive Club)

I We Melt Chocolate fanno un clamoroso (ma nemmeno tanto, conoscendoli) due su due: dopo l’ottimo No meaning man, ecco il nuovo singolo Holy ramen, con la collaborazione di The Sensitive Club. È una bufera malinconica: premi play e capirai subito che cosa intendo. Ci fosse poi mezza cosa sbagliata in questo brano: la voce, la sezione ritmica, le chitarre, non c’è nulla che non va. Allo stato attuale, un gruppo in stato di grazia. Che si sbrighino con il disco nuovo!