Da una parte “Last frontier” della band britannica, dall’altra “Blown paper bag” del gruppo statunitense.
Regno Unito
Il racconto del live della band shoegaze britannica che si è tenuto all’Alcatraz il 31 gennaio 2024.
Little Oso, Japan Review, Fawns Of Love, Lo:Ve: buon recuperone.
Suncharms, Daydream Twins, Misty Coast: che la festa cominci.
Queste canzoni suscitano un senso di empatia e vicinanza del quale abbiamo dannatamente bisogno.
Venti gemme, venti magie.
L’attesa non è stata vana.
«Non siamo mai riusciti a incendiare il mondo, ma siamo riusciti ad accendere il fiammifero», dirà Pete Fijalkowski.
Quando siamo soli ci fai sentire ancora più soli. Meno male che ci sono DIIV, Medicine, Greet Death, Monochromatic Visions, Graywave.
Non è un compito facile, lo sappiamo bene.
Minaxi, Finlay Hatton, Inch: che l’estate cominci (a modo nostro).
È un disco che sanguina ancora oggi: ogni canzone è un colpo, ogni colpo una frattura, ogni frattura un abisso.
